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(Dis)informare sul web

Social Network, Sharing e Fake News: manuale d’uso

Alzi la mano chi, almeno una volta, non ha visto tra il diario delle notizie di Facebook o social network, frasi simili a questa: “regaliamo tre smartphone, ultimo modello per cessata attività a chi mette mi piace e condivide”.

Ci dispiace essere noi a dirvelo, ma purtroppo non c’è nessuno smartphone in omaggio per voi.

Un detto non tanto popolare, ma che dovrebbe essere preso alla stregua di buona norma di comportamento dice: se è troppo bello per essere vero, probabilmente non lo è

Negli ultimi tempi stiamo assistendo, senza filtri, ad un incremento di notizie fasulle sparse per il web. Purtroppo quando qualcuno crede a queste news, le condivide e la notizia si spande a macchia d'olio, diventando quasi incontrollabile.

Quindi, l’invito che va fatto in questi casi è sempre quello di verificare accuratamente la notizia, valutandone la provenienza e cercando il giusto riscontro tra le diverse fonti.

Abbiamo cominciato il nostro articolo citando un caso abbastanza estremo, per introdurre un argomento che in questi ultimi mesi ha catturato l’attenzione dei media internazionali: la lotta alle Fake News.

Soprattutto per quanto riguarda la condivisione sui Social Network, la questione andrebbe presa sicuramente in considerazione, per cercare di arginare un’eventuale fuga incontrollata di false notizie.

Se da un lato è vero che l’avvento dei social network ha portato ad un’informazione sempre più veloce ed efficace, fruibile ormai in real-time, è anche vero il contrario. Non tutte le informazioni sono filtrate e moderate.

Si inizia ad avvertire, pertanto, l’esigenza di creare nuovi strumenti digitali, App o piattaforme web, in grado di identificare le notizie non verificate.

Il rischio è che i benefici di un’informazione “live” e globale siano contaminati dalle “bufale del web”, venendo a creare veri e propri picchi di disinformazione globale.

Il polverone alzato negli ultimi mesi ha sensibilizzato e spinto molte società verso la ricerca di una soluzione; proprio Facebook, uno dei primi grandi Social Network dell’era digitale moderna, si è dimostrato il più attivo a muoversi in tal senso.

Ecco dunque che per alcuni giorni di aprile 2017, in 14 paesi del mondo, Facebook ha posizionato un tool interno alle “News Feed”.  Questo strumento permette di accedere a consigli e ad un decalogo contenente norme di buonsenso contro le Fake News. Tra i consigli presenti nel decalogo, ad esempio, si raccomanda di stare attenti a titoli troppo altisonanti scritti in maiuscolo corredati da troppi punti esclamativi, oppure di verificare sempre la correttezza dell’URL del sito web prestando attenzione che non sia “furbescamente” assimilabile a quello di una fonte attendibile. Ancora, è buona norma verificare più fonti attendibili sulla stessa notizia e controllare sempre le date di pubblicazione. Infine, dopo un’accurata verifica, si consiglia sempre di affidarsi alle proprie capacità critiche e condividere le notizie solo se non si hanno dubbi sulla loro veridicità. Alcuni siti internet, blog o pagine social inseriscono sempre notizie palesemente fasulle o scherzose, a scopo puramente satirico/umoristico. Verifichiamo se effettivamente questi siti web o la fonte siano noti per utilizzare questo tono scherzoso e umoristico, al fine di analizzare la notizia nel suo giusto contesto.

Il Vice Presidente e responsabile delle news feed di Facebook, il Signor Adam Mosseri, ha spiegato come il colosso di Zuckerberg sia in prima fila nel contrasto alla diffusione di false notizie, attraverso lo sviluppo e la creazione di nuovi prodotti e proposte. Questo per aiutare le persone a prendere decisioni più informate quando si trovano di fronte ad una Fake News.

Il tutto anche se il Social Network in questione non è prettamente noto come azienda editoriale.

Negli USA si sta introducendo il bollino rosso da affiancare alle notizie ritenute false, mentre in altri paesi, è invece data la possibilità di segnalarle come tali.

Ovviamente il tema è molto delicato e merita approfondimenti e ricerca costanti, per evitare anche il problema opposto. Ossia un abuso o un utilizzo scorretto di questi filtri.

Segnaliamo infine che, contro la disinformazione online, è stato istituito un fondo da circa 14 milioni di dollari. Si tratta del News Integrity Initiative, che annovera tra i suoi partecipanti molte delle aziende big del settore: Facebook, Wikipedia, Mozilla, AppNexus, Unesco, BetaWorks. Tutti uniti contro la disinformazione e la diffusione di false notizie.

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