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Millenial: nativi dell’era digitale

Cosa aspettarsi dai “giovani del futuro”

La premessa è doverosa. Chi sono i Millenial? Perché sono così importanti? Perché ne vengono studiati attitudini e comportamenti?

Possiamo dirvi intanto che vengono definite Millenial tutte quelle persone nate tra la seconda metà degli anni ’80 e i primissimi anni 2000.

I giovani che oggi hanno un’età compresa tra i 18 e 32 anni sono dunque i Millenial, detti anche Generazione Y.

La loro importanza è un fattore fondamentale per l’evoluzione digitale e tecnologica del pianeta. I Millenial sono oggetto di analisi e studio da parte di chi lavora nel digital marketing.

I Millenial sono i lavoratori e i consumatori di oggi e di domani.

Si definiscono nativi digitali perché sono nati e cresciuti con smartphone e tablet in mano. Perché sono iscritti almeno a 4 Social Network diversi. Perché la tecnologia occupa, nel lavoro e nei consumi, la maggior parte delle loro giornate.

In Italia, si stima che siano circa 11 milioni e fanno parte della generazione delle 3C:

Connected: hanno la possibilità di essere sempre connessi in rete e con tutto il mondo.

Confident: hanno grande fiducia in sé stessi, nelle potenzialità tecnologiche e vogliono emergere attraverso la condivisione e la visibilità.

(open to) Change: il cambiamento non li spaventa. Anzi lo cercano con tenacia e volontà, utilizzando le svariate opportunità che la nuova era digitale offre loro.

A volte vengo definiti narcisisti ed individualisti, ma è un mito da sfatare. Al contrario, utilizzano la tecnologia e le possibilità offerte dal Web, dalle App e dai Social Network per favorire la condivisione, l’interconnessione e la sharing economy.

Alcuni esempi?

Utilizzano spazi di lavoro in co-working, si scambiano idee, foto e video attraverso Facebook, Instagram e Snapchat, cercano opportunità di lavoro tramite Linkedin. E ancora, fissano meeting e conference call in video con servizi di live streaming e promuovono la sharing economy, utilizzando servizi e app relativi a car sharing, bike sharing e tanto altro.

A differenza della generazione precedente, hanno molta fiducia e confidenza con la moneta virtuale ed il pagamento online, utilizzano sempre più spesso strumenti come paypal, carte di credito online e simili, ricorrendo sempre meno ai classici servizi offerti dalle banche.

Proprio quest’ultimo è un tema molto caldo e oggetto di studio e analisi da parte degli addetti ai lavori. Secondo una recente intervista della società Scratch, che ha coinvolto più di diecimila Millenials in America, è emerso che circa il 70% reputa che le modalità di accesso al denaro e le modalità di pagamento saranno totalmente rivoluzionate rispetto ad oggi e più del 70% sarebbe più propenso a valutare offerte di servizi finanziari da parte di alcuni big digitali come Amazon, Google o Paypal, piuttosto che dalle banche tradizionali.  

Infine, una curiosità che ha fatto molto rumore sui principali quotidiani: un cliente di JP Morgan, ha gestito un’operazione di acquisto e vendita sui mercati finanziari per 100 milioni di dollari direttamente dal suo Smartphone. Che dire?

Tecnologia, Web e Share Economy sono i tre fattori su cui puntare per il futuro. E i Millenial sono pronti a giocare un ruolo chiave in questa partita.

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