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Corsa al primato

Instagram, Linkedin e Twitter, caccia a Facebook. Qual è il miglior Social Network?

Facebook è da tempo riconosciuto come il miglior social network di tutti. Sarà perché è stato uno dei grandi pionieri o forse per la sua velocità nel rinnovarsi e nello stare al passo con i trend del momento. Fatto sta che il colosso Americano ha ampiamente superato il miliardo e mezzo di utenti attivi e il suo strapotere sembra incontrollabile. Dietro di lui però, una schiera di nuovi competitor, con caratteristiche più o meno simili, corrono sempre di più per cercare di contendersi la palma di Social Network migliore di sempre.

Instagram per esempio ha raggiunto la non indifferente cifra di 700 milioni di utenti attivi, tra i quali 9 milioni di nostri connazionali. Si avvicina prepotentemente al miliardo di utenti e, ad oggi, è il più titolato "competitor" della creatura di Mark Zuckerberg. Un virgolettato d’obbligo della parola competitor, perché non è un caso che, due anni dopo la sua nascita nel 2010, Facebook Inc. abbia presentato la modica cifra di 1 miliardo di dollari per acquisirne la proprietà. L’esperienza di Instagram per i fruitori è user friendly, sviluppata prevalentemente per l’utilizzo mobile e, cosa non da poco, piace al pubblico. Condividere foto, commentarle, seguire trend e influencer, utilizzare gli hashtag (#hasthag) è diventata una moda consolidata. Nello stile poi di Facebook, il costante rinnovamento nei contenuti e nelle modalità di utilizzo è il boost ideale per raggiungere il successo.

Non mollano nemmeno di un centimetro gli altri social, anche se ad oggi risultano, per motivi diversi, più staccati rispetto ai big. Twitter ha funzioni diverse rispetto ai precedenti social, anche se è più vicino ad Instagram, in quanto entrambi sono social asimettrici (si basano sul follow ad altri utenti e non sulla richiesta di collegamento e accettazione dell’altra parte). Il limite dei 140 caratteri, la novità che all’epoca della sua nascita, nel 2006, era stata il punto di forza assoluto, ha perso un po’ di appeal negli ultimi anni e sembra oggi più un limite che un pregio. Creare il Tweet perfetto con 141 caratteri, lascia un po’ di amaro in bocca al Content Creator di turno. Anche a livello economico, il cinguettio della Microsoft ha subito dei duri colpi, nonostante pochi mesi fa il titolo a Wall Street abbia fatto un balzo dell’11%. Riducendo cosi le perdite a 61,6 milioni di dollari. Non abbastanza probabilmente per mettere paura agli avversari.

Un discorso a parte merita, invece, Linkedin. Nato come servizio web di rete sociale per lo sviluppo di contatti lavorativi e professionali, si sta sempre più orientando verso un approccio “social” molto più simile agli altri. Un po’ perché con il rinnovamento grafico della piattaforma vengono riproposte forme e funzionalità vincenti già utilizzate dai competitor, un altro po’ perché anche gli utenti iscritti (in forte crescita, avendo superato il mezzo miliardo ormai) hanno iniziato ad utilizzare questa piattaforma con un’ispirazione, passateci il termine, di "facebookiana" memoria. Il modello di business resta comunque fedele alle origini, con gli introiti principali che derivano dalla vendita della versione premium, dalle hiring solutions ed infine dalle marketing solutions.

Instagram sale (… e di parecchio), Facebook resiste, Linkedin e Twitter puntano a mercati e modelli di business simili, ma non del tutto analoghi.

L’importante, nell’era dei social network, è postare, twittare, mettere like, essere follower ed avere follower. Il resto lo fa il mercato.

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